Associazione Luce per la Vita Onlus

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Hortus Hospice: Lavori in corso

Grazie alla generosa donazione di Unicredit per le Onlus, a Piera Marelli nella memoria viva di Filippo e Giancarlo Abbondi, e alla collaborazione dell’architetto Gianluca Cosmacini, l'11 settembre 2015 sono iniziati i lavori di realizzazione dell'Hortus Hospice.
Si tratta di un percorso-labirinto inserito nella natura del parco dell'Ospedale San Luigi e nel verde dell'Hospice Anemos, realizzato con piante e pietre. Riassume elementi che aiutano a riconciliarsi con la morte, una necessità nella nostra società sempre più orientata a non guardare mai alla finitudine dell’essere umano.


Fermo restando l'obiettivo di cura dei malati terminali accolti in hospice, si può migliorare la qualità della loro vita e di quella dei familiari attraverso un piccolo percorso nel verde, percorribile anche in carrozzina. Per il familiare che assiste all’inevitabile declino del proprio caro malato, il giardino può essere utilizzato per prendere un momento per sé, per camminare in uno spazio che contenga le emozioni e allenti le tensioni dell’attesa di un momento sempre molto difficile da vivere serenamente.
Un percorso-labirinto può diventare anche luogo per onorare la memoria di chi è stato assistito in Hospice: si potrà posare una pietra per chi non è più sulla terra, per ricordarne il passaggio e iniziare il lungo percorso di elaborazione della perdita con il gesto del lasciar andare al suolo un oggetto che resterà inalterato nel tempo, ma che viene posato per avviare il distanziamento da alcune emozioni ed evolvere nel lutto.


Ha forma geometrica, formato da linee e corsie transitabili disposte in una spirale quadrata che definisce un percorso verso il centro. Una variante di un disegno che da 5000 anni è declinato in infinite forme e materiali a seconda del contesto culturale in cui si sviluppa. Il labirinto è diventato un simbolo universale a cui sono stati attribuiti significati tanto diversi quanti sono i periodi, le culture e le aree geografiche dove sono stati realizzati. In questo progetto, senza voler definire una interpretazione univoca del significato che assume il labirinto oggi, è proposto un percorso vegetale mutevole in relazione al periodo di fioritura della lavanda, del rosmarino, dell'elicriso e della salvia, impiegati per delineare un disegno molto netto. Il disegno è completato da una linea realizzata con pietre e graminacee costruita nel tempo dai visitatori, parenti e amici dei degenti, che collocano i sassi in una successione non necessariamente ordinata ma su una traccia predifinita. Una pietra posata simbolicamente a memoria e onore di qualcosa di saldo che resta nonostante la perdita.

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